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Visualizzazione dei post da Dicembre, 2017

La famiglia è D** che è...

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... nato da donna.

Che cos'è la famiglia? e cos'è "la famiglia di D**", l'Impronunciabile, il Santo, l'Altrui, l'Oltre, la Totalità, la Vita, il Silenzio, l'Amore, l'Amante... e non ho parole per dirti, né per indicarti soltanto, Immensità Amante, PadreMadre Figlio Spirito d'Amore, Genitori Genitoque...
Forse soltanto ci restano le scarne e reticenti parole di Paolo, quel Saulo di Tarso già tuo e che hai scaraventato a terra nel buio della Tua Luce, perché t'eri stufato del suo entusiasmo contro tuo Figlio.
Se proprio doveva essere abitato da Te che lo fosse dalla versione più mite e più umile di questo tuo Divino così ricco: proprio Gesù di Nazareth, il figlio di Maria di Nazareth, la moglie del carpentiere, la madre di Gesù, appunto, e di...

Gal 4,4
"Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, per riscattare quelli che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l’adozione a figli.


C…

Il D** che si fa umano...

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... e si esalta nella sua perdita.

Gesù.





Mio, amico mio, mio amore (Sposo, Miele, Tesoro, Cuore, Libertà, Gioco, Passione, Sorriso, Risata, Carezze...).
Gesù.

Ogni volta che arriva il tuo Natale, Gesù mio, mi ritorna in mente il pensiero che - da un certo punto di vista terribile e quasi privo di speranza - la narrazione che ti riguarda è così bella, e di una bellezza così semplice e libera, che neppure è davvero importante che tutto corrisponda alla perfezione. La sola cosa che mi sembra importante è la bellezza assoluta e semplice di questa "storia" o "racconto" dove questo "Dio" (e perdonami Signore Eterno se oso darti questo nome comune, a te che sei tutta e ogni Grandezza della Vita e dell'Amore) che si svuota di se stesso per farsi come questa sua creatura, così povera di essere e vivere da farsi sorprendere nella sua miseria e nella sua malattia dalla bellezza di un D** così tanto capace di amare.
Davvero il tuo più importante aggettivo qualificati…

D**, l'Eterno Amore...

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... è qui, tra noi



«In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete»

Ad ogni Avvento ho la stessa immagine, quando provo ad ascoltare questo Vangelo del tuo amato Giovanni.
Tu, Gesù mio, sei qui tra noi e ci vivi nelle nostre carni, nei nostri sangui, con i nostri cuori, nelle nostre vite.
Noi lo sappiamo, e tutta la tua Chiesa, e comunque si configuri nell'umano, lo sa.
Eppure noi non ti conosciamo.
Davvero dopo duemila anni e chissà quanti libri scritti, ma sopratutto dopo chissà quante "storie d'amore" tra te, Gesù, e ciascuna di noi, adesso e davvero tu sei qui tra noi come «uno che non conosciamo».
Per questo vale sempre la pena di ascoltarti. Anche per cercarti con gli occhi del cuore, qui, accanto alla mia vita.



Gv 1,6-8.19-28
"Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Questa è la testimonian…

Il tuo vangelo...

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... è la bellissima notizia che D** è amore.





"Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio".

"Ἀρχὴ τοῦ εὐαγγελίου". 

Inizio della buona e bella notizia di Gesù, il Cristo, il Figlio di Dio.



... e potrei fermarmi qui, Gesù mio, Sposo e Re.
Perché la ragione, la spiegazione, del perché tu, Gesù di Nazareth, sei la "εὐαγγέλιον", la bella e buona notizia, l'avremo e l'abbiamo sempre e solo nella tua Croce. E quindi. 
Ma solo "e" e poi "quindi" nella tua Risurrezione.
Perché la tua Risurrezione vittoriosa di ogni inferno si vede nella tua Croce.
Ma qui, oggi, qui siamo all'inizio. Archè. Nell'inizio... e nel tuo inizio, in Marco, succede una cosa che succede in tutti i Vangeli.
Sei annunciato.

Mc 1,1-8
"Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio.
Come sta scritto nel profeta Isaìa:
«Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero:
egli preparerà la tua via.
Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
radd…

L'attesa dell'amore...

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... è la sua ricerca “Nessuno invocava il tuo nome,
nessuno si risvegliava per stringersi a te;
perché tu avevi nascosto da noi il tuo volto,
ci avevi messo in balìa della nostra iniquità.Ma, Signore, tu sei nostro padre;
noi siamo argilla e tu colui che ci plasma,
tutti noi siamo opera delle tue mani”.Così canta Isaia nel bel brano che accompagna il vangelo di oggi.Oggi, 1° Domenica di Avvento.Ti aspettiamo Gesù, proprio a te.Gesù di Nazareth, tu, il carpentiere, il figlio di Maria di Nazareth, quello crocifisso sotto Ponzio Pilato in nome di Cesare e quando c’era Tiberio a far Cesare su tutto quell’impero conquistato.Aspettiamo te, “quel” Gesù, che torni nella Gloria di D**, Potente Amore, Immenso Bene, Assoluto Vivente, questo Dio che solo tu, Gesù ci fai conoscere come Padre, Genitore affettuoso. Ti aspettiamo con fiducia, con felice abbandono al tuo amore, amore di fratello, di fidanzato, di amante, di sposo. Amore di D**.Aspettiamo che tu torni a liberarci da ogni male e, sopratutto, …