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Visualizzazione dei post da Novembre, 2017

Il re di tutto l'Universo...

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... è solo un re d'amore, di ogni amore che esiste, e ovunque esista.




Gesù, Sposo e Amico,
ogni volta che mi trovo davanti a questo vangelo penso che ben poche feste - di queste feste cristiane, nostre - siano "giuste da fare" come questa che ti onora dicendo che sei "re" dell'Universo, cioè re di ogni esistente e ovunque esista.
Dunque sei re e per questo, per essere re, sei nato da donna.
Solo che non sei un "re di questo mondo" come il tuo regno, anch'esso infatti non è di questo mondo.
Lo sappiamo.
Tu ti proponi come un re senza potere e senza milizia, senza onori e senza trionfi, senza schiavi e senza padroni. Un re che raccoglie i suoi amici agli angoli delle strade, che invita alle cena delle sue nozze solo persone ferite, disturbate, malate, disperse nella vita. Un re che ha ricevuto come trono una croce di legno su cui è  stato appeso. Un re che ha avuto alla sua destra e alla sua sinistra, durante la sua intronazione, due ladroni.
Un re sen…

Il dono e la libertà...

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... la responsabilità e l'amore



Tu ci vieni a cercare con semplicità, Signore.
Nella parabola di Gesù, poco prima della sua passione e morte, e della sua risurrezione, tu non sei un personaggio strano, uno che deve essere capito.
Sei semplice.
Fai un dono a qualcuno che tu scegli e poi gli chiedi conto di quel dono. Davanti a tutti.
Non vuoi niente indietro, neppure ci vuoi guadagnare. 
Vuoi sapere se noi ci abbiamo guadagnato dal tuo dono.
Semplice: tu ci fai un dono che noi possiamo usare bene, a nostro vantaggio e non solo. Poi ci chiedi "che cosa ne hai fatto del mio dono?".
Ogni dono è una libertà. Tanto a fare il dono, quanto a riceverlo. E ogni libertà significa responsabilità. Chi dona e chi riceve sono in un rapporto di mutua responsabilità, perché c'è stato un dono.
Di questo "chiedi conto".
Ascoltiamo Gesù di Nazareth, che ti chiama "Padre" e ti ama più di se stesso.

Mt 25,14-30
«Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi …

L'attesa dello Sposo è ...

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... il regno dei cieli. Non il tuo arrivo in quanto tale, dunque, Gesù mio, ma soltanto l'attesa consapevole del tuo arrivo. E paziente.
Perché nessuno sa quando ritornerai, Gesù; solo D**, che tu chiami Padre, lo sa.Questa parabola è tutta concentrata sull'attesa.
Ci sono dieci ragazze, amiche della sposa, che sono state incaricate di aspettare lo sposo, per accoglierlo nella casa della sposa, la loro amica. Lo sposo deve arrivare per prendersi la giovane donna insieme alla quale fare la vita nell'amore, e arriverà di sicuro, ma nessuno sa quando. Queste dieci ragazze aspettano questo sposo, che può tardare, e con buone ragioni. Quindi le ragazze si dispongono ad aspettarlo. C'è una differenza tra le ragazze: cinque di loro sono imprudenti, stolte, e cinque, invece, sono prudenti, attente.
Questa differenza significa che cinque sono attente al compito che hanno avuto: accogliere lo sposo in nome della loro amica. Per questo si portano l'olio di riserva. Non hanno alcu…

La tua Parola...

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... vive sempre, incarnata in ogni tempo.  Tu ci parli, perché parli a tutte le persone di tutti i tempi, e così succede che si crea in noi la convinzione che certe cose siano sempre uguali , in tutti i tempi. Invece no.
Invece bisogna sempre calare il tuo messaggo dentro i tempi in cui viviamo e comprenderlo qui, nella nostra vita attuale, come salvezza per la nostra vita di oggi, e non per quella di un ebreo del tuo tempo.
Allora, oggi che cosa ci racconta la tua parola pronunciata allora, ma che io so che è valida sempre, anche oggi?Ascoltiamo.
 Mt 23,1-12«Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito.
Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; …

Oggi, le città dei morti...

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... sono piene di vita
(fotografie dal cimitero antico di Quartu sant'Elena, fatte stamani 02 Novembre 2017)





C'erano fiori, a mazzi, come piovesse
e c'erano sorrisi, oggi,
nelle città dei morti
quando i vivi, forse, i vivi s'incontrano
severi di altrui morti
e ricordando, sereni, i loro.

Ci sono tempi di morti e di vivi
oggi, nelle nostre città lampare
abili a catturare a pelo del tempo
i viventi ingenui
come pesci a bocca aperta avanti
a ogni amo coperto di vermi.

Ma c'erano dei fiori allegri, stamani,
nel giorno in cui i morti tornano vivi
com'è sempre Biba al mio cuore
e come al tuo il ricordo rovente di...

e sentirsi, anche oggi, vendicati
finalmente
da quel dio straniero che s'umana
per farci come lui
D** morto appeso a una croce,

Ella, Madre Immensa Vivente, e
Amore
amore nei secoli e nel cuore...


ciao r