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Visualizzazione dei post da Dicembre, 2016

Theotókos (Θεοτόκος) ... cioè

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... madre di D**.



Ti chiamiamo "Madre di D**" e ci sono state lotte dietro a questa "definizione", dietro a questa "dichiarazione solenne".
Oggi, forse, diciamo questo tuo titolo con troppa familiarità e ci fermiamo troppo poco a considerare "che cosa significa", cos'è il significato di questa affermazione con cui, oggi, preghiamo insieme a te, e con te onoriamo D** altissimo Amore.
Ma in tuo onore e per la tua intercessione a tutte le nostre preghiere oggi è anche la giornata mondiale della pace.
Ma è giusto così, perché tu sei la "madre di D**" e questo significa, necessariamente, che tu sei, sempre e per sempre, uno corpo e un utero di pace - che fai vivere la pace, come hai fatto vivere il Consigliere Mirabile di ogni pace, Il Principe della Pace. Gesù, nostro Re e Sposo.
Allora ascoltiamo la "bella notizia" di Gesù e cerchiamo di cogliere, pregando, che cosa tutto questo significa per noi.



Lc 2,16-21
"[I pastori]…

Natale di Gesù di Nazareth...

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... il Cristo di D**.


Così ogni volta ricordiamo che sei nato.
La cosa, detta così, sembra banale. Festeggiamo e ricordiamo la nascita del fondatore della nostre religione.
Ma, detta così, non è vera. Anzi, è proprio sbagliata.
Perché tu non sei il "fondatore della nostra religione" e perché (probabilmente) tu non sei nato in questo giorno (probabilmente ... perché c'è anche chi sostiene che invece sì... tutto un ragionamento su Zaccaria, che era sacerdote in turno al Tempio secondo la classe di Abia, cfr Lc 1, 5-10 e quindi sul concepimento del Battista sei mesi circa prima di Gesù... etc... mi sembra abbastanza inutile...però forse no).

Vale la pena, anche qui, ascoltarti ed ascoltarti nei tre Vangeli in cui si parla di te, Gesù di Nazareth il Mesiah di Israele, il Cristo di D**, come qualcuno che c'eri anche prima di metterti  predicare, e di fare una vita per diffondere una "bella notizia" qui tra noi. La cui esistenza è come quella di tutti i mortali, &quo…

Le umili e le miti sono ...

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D** in tutta la sua Potenza



Lc 1,46-55 «Il Signore [...] ha guardato l’umiltà della sua serva».
«L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome; di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
Il presente è male, Gesù, e solo la tua vita, Parola di D**, lo sovverte e ne abbatte le regole perfide, ne ribalta i tavoli luridi di sangue iniquo umano e animale, tavoli pesanti per le ipocrisie che riusciamo a inventarci. Ma la …

Il senso di D**...

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... per la giustizia.
E Giuseppe è un giusto.


La parola "giusto" nel mondo ebraico, specie ai tempi di Gesù, era carica di significati.
Giusto era, certo, innanzitutto chi faceva la volontà di D**. Ma questa volontà era espressa nel patto di Mosè con D** e nella Torah, nell'Insegnamento di D** al Suo popolo e nella Legge che di questo Insegnamento era l'espressione più alta. Quindi "giusto" è chi obbedisce in tutta la sua vita alla Legge - Insegnamento di D**.

Giuseppe è un giusto perché è dentro tutte queste cose.
Così, quando scopre che la sua promessa sposa, con cui non poteva avere rapporti, era incinta deve ripudiarla. Non "può o non può" ripudiarla, ma "deve", non ha altra scelta. Però è un giusto che sa andare oltre la Legge e non vuole ripudiarla pubblicamente.
Perché Maria è una giovanissima ragazza, ed è debole; Giuseppe la vuole difendere, perché Maria è debole. Giuseppe è giusto perché ama D** e la sua Legge, che gli impone …

Colui che deve venire...

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... è già venuto.




Il tempo è finito e non vogliamo accorgercene.



L'Inviato di D** Immensità Amante è stato qui da noi, carne della nostra carne, cuore dei nostri cuori, passione delle nostre passioni. Ci ha raccontato chi e cosa è D** Santità vivente. Ci ha fatto vedere la sola libertà di cui disponiamo, la libertà dell'amore e dell'amare. Ci ha liberato dal caos del dolore e della morte.
Ci ha donato la vita.
E noi l'abbiamo respinto e lasciato solo.
Solo le donne non l'hanno abbandonato, ma le donne hanno sempre contato poco nel mondo. Quindi contano molto in D** e nel suo Inviato.
Suo Figlio, Gesù di Nazareth.
Cosa chiede Giovanni Battista in prigione a Gesù? La domanda che continuiamo a fargli.
"Sei tu chi doveva venire? o dobbiamo aspettare ancora? o non c'è niente da aspettare?"

Gesù, la tua risposta è durissima, affilata come una spada. Eppure è delicata come una carezza, bella come un sorriso.





Mt 11,2-11
"Giovanni, che era in carcere, avendo…

Chi precede l'amore?ovvero...

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... il difficile di essere precursori.



Difficile essere chi precede "chi deve arrivare". L'annuncio è esatto, ma il modo e le forme in cui quell'annuncio si realizzerà saranno necessariamente diverse da come erano state pensate e credute.

In più, chi annuncia è più debole di chi è annunciato perché porta una speranza e una fede, ed entrambe - speranza e fede - sono difficili da tenere insieme a lungo.
Così Giovanni ti annuncia, Gesù, ma non sa - o non capisce bene - che, annunciando te, annuncia l'amore.



"Venne Giovanni il Battista e predicava nel deserto della Giudea dicendo: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!». Egli infatti è colui del quale aveva parlato il profeta Isaìa quando disse: «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!».
E lui, Giovanni, portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano cavallette e miele selvatico. Allora Ge…