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Visualizzazione dei post da Marzo, 2014

Il nostro peccato ... e quello dei farisei

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Chi crede in te, Amore santo e Re Sposo, a chi crede?




Questa domanda è al centro del vangelo di oggi.
Questa domanda è dentro la risposta ostinata del cieco nato a colore che comandano a Gerusalemme, ed è al centro della nostra domanda di fede e d'amore, mio Re.
Al centro del mio e nostro peccato.

Quello rispose: «Se sia un peccatore, non lo so. Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo». 

Anche io almeno una cosa la so.
Ero malato e sono guarito, ero solo e sono amato, ero triste e sono allegro. Poi, del resto, non so più nulla e mi affido a te, ma vigilante di non sbagliare di affidarmi, invece, solo a me stesso.
Perché tu sei la via, la verità e la vita. E solo tu sei amore.




Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 9,1-41)

"In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le …

Gesù e una donna

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E sì, è proprio un corteggiamento in piena regola. 
Vuoi quella donna e fai di tutto per averla, e lei così è davvero tua.

Perché sei l'amante perfetto, Gesù mio.





Giovanni 4, 5-42

“Gesù giunse a una città della Samarìa chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua…

La luce e la vita

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Imbarazzante, felicità.




Gesù, amico mio, come tu sai ho sempre trovato imbarazzante questo passaggio della Trasfigurazione.
Lo vedo sempre come qualcosa che sta tra la vanteria e una manifestazione di potenza, che però poi si rivelerà impotente.
Come al solito qualcosa che tu ci dici e che è così imbarazzante per noi da dover essere immediatamente smentito.
Ma tu sei un amore ostinato e ci stai vicino finché non accettiamo di capire, finché non diventiamo bambini e finalmente capiamo.
Proprio come Picasso che ha messo tutta la vita, e tutta una vita esperta, a dipingere come un bambino.
Allora bisogna iniziare, sempre, ascoltandoti.




"In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.
Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bell…

Indurre Dio. ... ? ...

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È possibile, Gesù mio, tentare Dio?
Tu, e tutta la Bibbia ebraica con te, mi dicono di sì.




Ma cosa significa "tentare Dio"?
In che cosa io, quasi nulla pur se fatto come una meraviglia (e di questo ti ringrazio, mia Dio), come e in che cosa io posso "tentare" Dio?
"Tentare"?
"Mettere alla prova qualcuno con interrogazioni per esaminarlo, per conoscerne le intenzioni, per sollecitarlo a parlare o agire"
oppure
" Cercare di indurre al peccato (v. tentazione), spingere con allettamenti a compiere cosa che non si dovrebbe"
o, meglio, tutte e due le cose, insieme.
Per cui, tentare Dio, dovrebbe significarlo "metterla alla prova", vedere se è davvero "così Dio" come dice di essere o se ha dei limiti.
Ma significa anche cercare di fare in modo che Dio, chiunque sia, si induca a compiere una cosa che "non dovrebbe compiere".
Chi decide poi sulla competenza del dover fare o non dover fare di quella cosa... e poi re…

La poesia del tuo amore.

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Dio, così povera, così innamorata.

Dice: 
"Che bel pezzo poetico! Qui Gesù dice cose veramente belle. Così belle e così impossibili da fare, almeno veramente difficili. Però veramente belle, proprio belle".

Beh, Sposo, non son d'accordo.

A me piaci molto in questo brano, perché fai vedere la semplicità dell'amore, del tuo amore contro cui noi disponiamo sempre la brutalità e la stupidità della nostra intelligenza del mondo. 
Quella intelligenza che fabbrica armi e costruisce eserciti e filiere di comando.
Quella intelligenza che è "il male e satana" ai tuoi occhi innamorati e appassionati.
Perché il tuo amore è una ragazza indifesa, inerme, che presenta solo se stessa come innamorata di chi non la vuole o, se la vuole, la vuole solo come cosa.

Ma è sempre il tuo amore che vince.






"In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: 
«Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all'uno e disprezzerà l’altro. Non potete…